La nuvola in Borsa

Due società su tre del Ftse Mib (il listino principale di Piazza Affari) hanno stretto accordi con uno dei principali fornitori di servizi cloud. Lo scrive Milano Finanza nel numero del 25 giugno 2019 riportando una ricerca dell’Osservatorio cloud transformation del Politecnico di Milano aggiungendo che l’82% delle imprese medio-grandi utilizza almeno un servizio di public cloud. Alcune blue chip, pur avendo rapporti con provider esterni, potrebbero quindi non averlo comunicato al mercato. Stando ai dati dell’osservatorio il manifatturiero è primo per investimenti sulle nuvole, con una quota del 25% sui 2,34 miliardi di euro spesi in Italia nel 2018 (+17% rispetto al 2017).
MF riassume anche gli ultimi accordi stretti di recente dei big della Borsa. A ottobre 2017 Enel ha scelto Amazon Web Services per portare a termine la migrazione sul cloud: una scelta che ha permesso all’utility di risparmiare il 21% sui costi computazionali e il 60% sui costi di archiviazione. A marzo dell’anno scorso anche Pirelli si è rivolta ad AWS per sviluppare la gomma intelligente e le applicazioni ad essa connesse L’ultimo accordo in ordine di tempo è però quello raggiunto fra Generali Italia e Google Cloud, che consentirà lo sviluppo di servizi e prodotti personalizzati, l’evoluzione della tecnologia digitale a supporto delle reti e la trasformazione del modello di interazione con il cliente.  Poste Italiane a fine maggio si è invece affidata a Microsoft Azure per accelerare la trasformazione digitale del gruppo. E Fca ha portato a bordo delle sue smart car la piattaforma cloud di Samsung. 
A fare da pioniera è stata comunque Unicredit che già nel 2013 ha stretto un accordo decennale e miliardario con Ibm per costruire un’infrastruttura cloud per i propri data center. 
Nell’articolo di MF si fa anche notare che non risulta, almeno pubblicamente, alcun accordo fra le quotate del Ftse Mib e fornitori cinesi (Alibaba in primis) o europei – un’assenza che in caso di guerra tecnologica Usa-Cina dovrebbe destare qualche preoccupazione. Due sole società infine dispongono di un cloud proprietario: Tim e Eni.