In Regione Lombardia arriva il multi-cloud

Si chiama multi-cloud ibrido e promette risparmi nell’immagazzinamento dei dati e minore uso di pc ed energia elettrica.

Ne scrive oggi il Corriere della Sera spiegando che a sperimentarlo per la prima volta è l’ex Lombardia Informatica, ora chiamata Aria spa, cioè il braccio tecnologico della regione Lombardia che ha appena assegnato un mega-appalto da 100 milioni per i prossimi cinque anni ad un raggruppamento temporaneo di imprese, guidato da Almaviva.

Di cosa si trattaa esattamente? E’ un sistema misto, i cui dati dei clienti della regione Lombardia (soprattutto quelli del sistema sanitario), verranno da ora in poi immagazzinati su diversi cloud, in modo da non avere nessun blocco ai sistemi operativi.

Invece di appoggiarsi ad unico fornitore, il committente regione Lombardia — attraverso Almaviva — si appoggerà ai servizi di Amazon Web Services, Microsoft e Virtustream.

Come spiega il quotidiano di via Solferino, con un clic, assicura Antonio Amati, direttore generale della divisione It di Almaviva, “si rompe un modello tradizionale” per lasciare il posto ad uno nuovo che prevede l’utilizzo di pc in funzione della domanda mutevole della clientela.

L’appalto si prevede possa essere pilota in tutta Italia in coerenza con il piano nazionale lanciato dall’Agid (Agenzia per l’Italia digitale) che prevede la creazione di poli strategici nazionali dove accentrare i dati della pubblica amministrazione in modo da “spegnere” le oltre 20mila celle di comuni, università, ministeri, gestendo tutto in cloud con migliori procedure di cyber-sicurezza e di recupero di applicazioni e dati in caso di collasso dell’infrastruttura.

Dov’è il vantaggio di tutto questo? Il modello multi-cloud aiuta le amministrazioni pubbliche a ridurre gli acquisti di pc, perché i dati non vengono conservati negli hardware, ma sono ubicati nei vari data-center dislocati in Italia e all’estero.