Oracle porta ancora in Tribunale il Pentagono per i servizi cloud della difesa Usa

Ancora ostacoli per Jedi, il contratto sul cloud computing del Pentagono. Oracle ha fatto sapere che si appellerà alla sentenza del tribunale e nel frattempo il nuovo segretario alla Difesa Usa ha messo in stand-by l’assegnazione del progetto.

Oracle ha annunciato i piani per appellarsi alla decisione del giudice della Federal Claims Court statunitense circa l’assegnazione del contratto di cloud computing del Pentagono da 10 miliardi di dollari.

Tutti è iniziato a luglio quando il giudice federale Eric Bruggink si era pronunciato in favore del Dipartimento della Difesa rigettando le rivendicazioni di Oracle. A restare in lizza per il contratto erano dunque rimasti soltanto Amazon Web Services e Microsoft Azure.

Nel luglio 2018 il dipartimento della Difesa americano ha aperto la gara per la realizzazione della sua Joint Enterprise Defense Infrastructure (il cosiddetto progetto Jedi), a beneficio di tutti i rami del Pentagono, tra cui lo U.S. Cyber Command e la Disa (Defense Information Systems Agency).

Il vincitore dell’appalto infatti può essere uno soltanto che rispetti tutti i requisiti e possieda le certificazioni richieste per gestire anche dati Top Secret.

Da subito, Amazon e Microsoft sono stati considerati favoriti nella corsa dal momento che avevano ottenuto in precedenza autorizzazioni di sicurezza federali di livello superiore. Le rivali Ibm e Oracle sono state escluse proprio perché non soddisfacevano i requisiti necessari per il contratto. Storia diversa per Google, che si è ritirato prima di iniziare la corsa.

Tornando a Oracle, l’azienda californiana è stata eliminata dalla procedura di assegnazione nell’aprile 2018. Tuttavia, lo scorso dicembre la società ha depositato una causa presso la Court of Federal Claims degli Stati Uniti accusando la gara viziata da conflitti di interessi e requisiti ingiusti.

L’azienda si è opposta alla decisione del Pentagono di assegnare il contatto a una singola azienda, piuttosto che suddividerlo tra diversi fornitori, sostenendo che tale scelta avrebbe favorito Amazon Web Services, l’unità del gruppo Amazon leader nel settore cloud. Non solo, Oracle ha anche denunciato un possibile conflitto di interesse rispetto all’assunzione da parte di Aws di due ex dipendenti del Dipartimento della Difesa coinvolti nel processo di procurement di Jedi.

A luglio, il Tribunale ha respinto la mozione presentata da Oracle. Il giudice Eric Bruggink ha sentenziato che almeno una parte dei criteri di valutazione del Pentagono è valida e, per sua stessa ammissione, Oracle non può soddisfare tali criteri. Allo stesso tempo tuttavia, il tribunale ha riconosciuto che la decisione di far affidamento a un solo fornitore per il contratto Jedi sia basata su un processo parzialmente “imperfetto”.