Parte l’Intelligenza artificiale made in Europe

La Commissione Ue sta lavorando per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale “Made in Europe”. L’approccio, scrive cwi.it, si basa su tre pilastri: essere all’avanguardia nello sviluppo tecnologico, coinvolgendo sia il settore pubblico che quello privato; prepararsi per i cambiamenti socio-economici prodotti dall’intelligenza artificiale; garantire un appropriato contesto etico e legale per le applicazioni dell’AI. La roadmap europea si sviluppa sul triennio 2018-2020 e prevede diverse iniziative, basate sulla collaborazione tra gli Stati membri, tra i quali l’Italia, che hanno aderito alla “Declaration of cooperation on Artificial Intelligence”.

Della gestione delle questioni morali ed etiche  si occupa l’High-Level Expert Group on Artificial Intelligence (HLGE), formato da 52 esperti indipendenti nominati dalla Commissione. Dopo una prima bozza pubblicata nel dicembre 2018, a cui è seguita una consultazione pubblica, il gruppo HLGE ha elaborato un documento in cui sono raccolte le linee guida per lo sviluppo di una intelligenza artificiale sicura e affidabile.

Il documento (è disponibile anche in lingua italiana: Orientamenti etici per un’IA affidabile) definisce i sette requisiti chiave che deve soddisfare un sistema AI per essere considerato sicuro e affidabile. I requisiti spaziano da questioni più tecniche, come la garanzia di trasparenza e protezione dei dati utilizzati, a questioni più ampie come il rapporto uomo-macchina, il rispetto delle diversità di qualsiasi genere, l’importanza di elaborare sistemi che favoriscono tutti gli esseri umani, senza discriminazioni.