Esper si tira fuori dal progetto Jedi

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark T. Esper si fa parte nelle decisioni sul contratto da 10 miliardi di dollari sui servizi cloud al Pentagono noto come progetto “Jedi” (Joint Enterprise Defense Infrastructure) per non incappare in un conflitto di interessi. Il figlio di Esper, infatti, da febbraio è consulente di strategia digitale con IBM,  che per primo aveva messo sul piatto un’offerta, anche se il suo incarico non riguarda la ricerca sul cloud.  Amazon e Microsoft sono gli unici big rimasti in gara per il contratto dopo che il Pentagono ha eliminato Oracle e IBM ad aprile.

Oracle e IBM hanno condotto una campagna legale e di lobby contro il programma di cloud computing. A luglio, un giudice della Corte federale delle controversie ha respinto la causa di Oracle, che sosteneva che i termini del contratto violavano la legge federale sugli appalti e che erano stati fatalmente contaminati dal rischio di conflitti di interesse. Il giudice ha affermato che Oracle non aveva la legittimità legale di contestare i termini del processo di approvvigionamento. Oracle ha impugnato tale sentenza.

Amazon è stata a lungo considerata in pole position per aggiudicarsi il contratto, ma l’accordo è stato oggetto di un attento esame da parte dei rivali che hanno contestato la procedura di gara. L’assegnazione è stata così messa in stand-by .

Considerando la feroce battaglia di lobbying, e per evitare qualsiasi preoccupazione relativa alla sua imparzialità, il segretario alla Difesa ha delegato il processo decisionale relativo al contratto al suo vice, David L. Norquist.