Hi-Tech a trazione cloud [MF]

Chi sta vincendo la battaglia del cloud Microsoft e Amazon, due dei tre big che capitalizzano più di un trilione di dollari, hanno registrato conti trimestrali da record grazie alla nuvola. Apple cresce nei servizi, ma l’iPhone resta centrale

Cloud protagonista ancora una volta delle trimestrali dei colossi tecnologici statunitensi, i cui conti sopra le aspettative degli analisti hanno contribuito a sostenere Wall Street alle prese con la pandemia del coronavirus originato dalla Cina. Il trend dell’adozione di servizi basati sul cloud al posto dell’acquisto e gestione di server e software sta infatti accelerando a livello globale, premiando le società che hanno meglio interpretato questo cambiamento.

Esemplari in questo senso i conti trimestrali di Microsoft, che ha chiuso gli ultimi tre mesi con numeri record trainati propri dalla divisione cloud, su cui il ceo Satya Nadella ha centrato la rinascita del colosso fondato da Bill Gates. Il fatturato del colosso di Redmond è infatti cresciuto del 14% a 36,9 miliardi di dollari, gli utili operativi sono aumentati del 35% a 13,9 miliardi e l’utile netto addirittura del 38% a 11,6 miliardi di dollari, con gli utili per azione pari a 1,51 dollari (+40%). Protagonista ancora una volta la divisione Intelligent Cloud, i cui ricavi sono cresciuti nel trimestre del 27% su base annua a 11,9 miliardi di dollari, con Azure balzato del 62% spingendo così i ricavi dei server e dei servizi cloud del 30%, e sovraperformando così il +6% dei servizi enterprise. Molto positivi anche i risultati della divisione Productiviy and Business, saliti del 17% a 11,8 miliardi grazie alla forte crescita di Office e relativi servizi cloud sia nel segmento commercial (+16%) sia in quello consumer (+19%). Numeri che seguono trimestri di crescita che hanno spinto lo scorso anno il titolo Microsoft a crescere del 63% e che hanno portato gli analisti di Oppenheimer ad alzare il target price a 195 dollari rispetto agli attuali 172 dollari.

Image result for intel cloud"

Cloud protagonista anche nei conti di Intel, che ha capitalizzato la forte crescita di processori per server, stipati a migliaia nei datacenter in costruzione ed espansione in tutto il mondo per supportare i servizi cloud. Intel ha chiuso il quarto trimestre fiscale registrando ottimi risultati, trainati dalla ripresa del mercato dei pc oltre che dalla forte richiesta di processori di classe server necessari per i data center. L’utile del colosso di Santa Clara è cresciuto del 33% a 6,9 miliardi di dollari, il fatturato è salito del 20% a 20,2 miliardi mentre l’utile per azione è salito del 40% a 1,52 dollari, battendo il consenso degli analisti contattati da Factset che avevano previsto un Eps adjusted di 1,25 dollari.

Anche Amazon conta da anni sui servizi cloud della divisione AWS per sostenere l’incessante espansione logistica a livello mondiale a supporto delle attività di e-commerce e l’ingresso in nuovi mercati, e i numeri del trimestre appena concluso non hanno che confermato questo trend. La divisione Aws ha infatti registrato un fatturato di 9,95 miliardi di dollari, in crescita del 34%, su ricavi complessivi di 87,4 miliardi del colosso di Seattle, con un utile operativo di 2,6 miliardi di dollari (+19,2%) su un totale di 3,88 miliardi. Nel trimestre Amazon ha inoltre vinto la scommessa fatta nei mesi scorsi con gli investimenti fatti per garantire la consegna degli acquisti nella stessa giornata, che hanno spinto le vendite a livelli record anche grazie all’aumento a ben 150 milioni di utenti di Amazon Prime, l’abbonamento che garantisce consegne veloci illimitate e gratuiti e una serie di servizi che spaziano dai contenuti tv a musica e storage virtuale, contenendo al tempo stesso le spese necessarie. Risultati che hanno portato i principali analisti ad alzare i target price sull’azione: KeyBanc lo ha portato da 2.200 a 2.400 dollari, Wells Fargo da 2.300 a 2.500 dollari, Mizuho da 2.150 a 2.400 dollari e Credit Suisse da 2.100 a 2.400 rispetto ai 2.033 della seduta di venerdì, che ha visto un forte rialzo legato proprio ai risultati.

Image result for apple cloud"

Risultati in forte crescita, anche se con driver differenti, anche per Apple, che ha chiuso il trimestre terminato il 28 dicembre con un fatturato di 91,8 miliardi di dollari, in aumento del 9% rispetto al trimestre dell’anno precedente, toccando un nuovo record assoluto, e utili per azione diluita di 4,99 dollari, in crescita del 19% su base annua e anch’essi record storici. Ennesimo record per i servizi, che comprendono ormai un’ampia serie di attività che include le vendite sugli store digitali, i servizi cloud e gli abbonamenti a musica e tv La divisione servizi ha registrato un fatturato di 12,715 miliardi di dollari, in crescita dei 16,9% su base annua. Una percentuale pressoché identica a quella del trimestre precedente, mentre le vendite di iPhone, attentamente monitorate dagli analisti, hanno confermato l’ottima accoglienza dei nuovi iPhone 11 e iPhone 11 Pro, facendo registrare ad Apple un fatturato di 55,957 miliardi di dollari, in crescita del 7,6% su base annua. Risultato record anche per la divisione wearable, che comprende la famiglia di orologi intelligenti Watch e gli auricolari AirPods e AirPods pro. Proprio questi ultimi, secondo gli analisti corroborati dalle stesse affermazioni di Cook durante la call, hanno trainato la crescita del 37% del fatturato, che ha superato i 10 miliardi di dollari (10,01 miliardi). In flessione invece le vendite degli iPad (-11,2%), che hanno registrato un fatturato di 5,977 miliardi di dollari, e quelle dei Mac, ferme a 7,160 miliardi di dollari (-3,4%). Apple ha indicato per il secondo trimestre fiscale 2020 un fatturato compreso tra 63 e 67 miliardi di dollari, un margine lordo tra il 38 e il 39 percento, spese operative comprese tra 9,6 e 9,7 miliardi di dollari e un’aliquota fiscale di circa il 16,5 percento. La forchetta più ampia del solito è legata alle incertezze per la situazione in Cina, anche se Cook ha affermato di avere fornitori alternativi a quelli nelle città e regioni interessati dalla quarantena per il coronavirus. iPhone e i prodotti, nonostante la crescita dei servizi, si confermano quindi sempre centrali a Cupertino.

Fonte: Milano Finanza