cloud computing per il retail: in arrivo lidl?

Il mercatodel cloud computing è ad alto livello di competizione, con in campo aziende come Google, Microsoft e IBM, che faticano a reggere la competizione col leader di mercato nei servizi IaaS, AWS. Secondo gli analisti potrebbe però esservi ancora spazio per fornitori di servizi specifici, motivo per il quale Schwarz Gruppe, società titolare del marchio Lidl, starebbe per entrare nel mercato del cloud con un’offerta su misura per i gruppi che operano nella vendita al dettaglio.

Se ne parla da un po’ di un possibile ingresso di Schwarz Gruppe nel mercato del cloud, ma la recente acquisizione di Camao IDC e dei suoi 70 specialisti di cloud computing sono un indizio chiaro, come anche l’avvio della società Stackit che vende servizi di “colocation” “smart cloud solutions“. L’obiettivo è creare un’infrastruttura cloud indipendente con standard di sicurezza europei, inizialmente per scopi interni. Se il progetto avrà esito positivo sarà possibile per la società vendere i propri servizi cloud ad altri soggetti . Si prevede che l’infrastruttura cloud sarà pronta alla fine del 2020.

Il valore aggiunto della società tedesca è certamente la specializzazione: Schwarz Gruppe è uno dei principali gruppi di grande distribuzione organizzata in Europa e conosce le esigenze delle aziende della GDO e della vendita al dettaglio. Per questo motivo il servizio che può offrire è potenzialmente più adatto a realtà di questo tipo, in particolare se deciderà di offrire servizi di tipo software as a service – ad esempio con una piattaforma di e-commerce e di gestione dei magazzini e degli ordinativi. Mercato SaaS il cui leader è Microsoft.

Un ulteriore elemento di differenziazione sta nel fatto che si tratta di una realtà europea capace di trasmettere ai clienti un messaggio di maggior affidabilità su temi quali ad es. la GDPR rispetto ad operatori non europei.

Non c’è per ora nessuna conferma ufficiale da parte di Schwarz Gruppe, come riporta Charged Retail. Schwarz Gruppe però attualmente gestisce diversi dei propri data center in Germania e Austria. In due – altri due sono in preparazione.

L’offerta verrà quindi presto ampliata ai classici servizi cloud: dovrebbe includere macchine virtuali, sistemi di bilanciamento del carico e di archiviazione, server gestiti, database e Kubernetes. Quando questi saranno generalmente disponibili non è ancora chiaro, ma le parti interessate possono già richiedere un accesso di prova non progettato per un uso produttivo.