Oltre il cloud. La sfida per le infrastrutture IT

Il 2020 è l’anno di svolta per la diffusione delle tecnologie Cloud in Italia. La situazione di straordinaria emergenza che stiamo vivendo, il nuovo modo di lavorare e le nuove abitudini hanno posto l’accento sulla necessità di tecnologie adeguate per far fronte in maniera rapida e decisa a uno scenario globale incerto e in rapidissima evoluzione.

La ministra per l’Innovazione Paola Pisano ha sottolineato l’importanza di tecnologie alla base dello sviluppo dei servizi digitali come l’high performance computing, l’edge computing e, appunto, il Cloud computing. A tal proposito, importanti risorse del Recovery Fund saranno destinate alla digitalizzazione strategica del Paese. La ministra, inoltre, aggiunge che è ormai sorpassata l’idea di investire nei data center di proprietà, ma la pubblica amministrazione potrà rivolgersi al mercato per acquisire servizi Cloud dove conservare in sicurezza le sue informazioni.

Questa operazione di trasformazione e ottimizzazione può generare un risparmio fino a 1,2 miliardi di euro l’anno, come riportato dal report di Microsoft in collaborazione con The European House – Ambrosetti. Anche questo whitepaper conferma il trend: oltre al risparmio monstre per la PA, è stimato che se le piccole e medie imprese italiane raggiungessero il livello di adozione del Cloud computing del Regno Unito questo potrebbe generare una crescita del PIL di 20 miliardi da qui al 2025.
Inoltre, secondo un report di Forrester, 9 aziende europee su 10 quest’anno riconoscono di avere come una delle loro massime priorità lo sviluppo di una strategia Cloud. Infatti, il 50% delle aziende in Europa ha già trasferito i propri servizi nel Cloud pubblico. Eppure, solo il 20% dei carichi di lavoro viene svolto su piattaforme Cloud. Infine, l’89% di aziende che in Europa hanno effettuato il passaggio al Cloud pubblico dichiara di disporre di più di un fornitore di piattaforme. Questo mette l’accento sull’importanza di garantire una corretta governance e interoperabilità tra i diversi sistemi.
Agilità delle infrastrutture, integrazioni con intelligenza artificiale, interoperabilità tra Cloud, controllo dei dati, efficientamento dei processi e sicurezza delle informazioni sono alcuni dei principali benefici prodotti dalle soluzioni Cloud. L’utilizzo di queste tecnologie integrate tra loro permette alle istituzioni e alle organizzazioni di andare oltre al semplice concetto di Cloud, attuando una trasformazione consapevole delle infrastrutture IT.


Quali sono le sfide che caratterizzeranno lo sviluppo del Cloud nel nostro Paese? Oggi la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche si combatte su tre fronti: un’instabilità e un’evoluzione accelerata, basti pensare alle crisi sanitarie e finanziarie che hanno scosso il mondo, alle nuove esigenze di business e ai nuovi player che emergono sul mercato; un IT sempre più eterogeneo con dati condivisi tra Cloud pubblici, privati ed ibridi, sistemi legacy che coesistono con il digitale; e la competitività dei costi, in quanto l’IT ha un impatto diretto sull’EBIT dell’azienda e l’utilizzo di economie di scala per l’outsourcing.
Per affrontare queste sfide in maniera pronta ed efficace, le aziende e le istituzioni italiane devono puntare su cinque tendenze principali: serverless computing; intelligenza artificiale; fine del data center proprietario; edge computing; infrastruttura globale.

Attraverso il serverless computing, delegando l’amministrazione dei server al provider dei servizi Cloud, è possibile focalizzarsi sulle applicazioni e le loro funzionalità migliorando il time to market. L’intelligenza artificiale sta diventando il core del business digitale con la sua potenzialità trasformativa a livello organizzativo. Il data center proprietario è destinato all’estinzione: entro il 2025 infatti si stima che l’80% delle aziende sarà pienamente supportato dall’infrastruttura Cloud. Con l’edge computing l’informatica e i dati vengono avvicinati ai punti e ai canali in cui saranno consumati dalle persone o dalle macchine. Infine, con un’infrastruttura globale, le organizzazioni devono prepararsi ad un ambiente “infrastructure anywhere” da dispiegare rapidamente nei luoghi appropriati.
Il futuro del Cloud è arrivato e adottare questo nuovo modello vuol dire affrontare con consapevolezza le trasformazioni delle infrastrutture IT, per innescare un’evoluzione in un ecosistema tecnologico molto più ampio.

Alberto Bazzi | Responsabile Advanced Technologies di Minsait in Italia | Sole 24 Ore